Lo stereotipo del deputato moderno
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Diario, il 2 febbraio 2012
Mancavano pochi giorni allo scorso Natale quando irruppe la notizia capace di struggere anche i cuori più freddi:«Pd,deputata-operaia si dimette: «Una sofferenza votare la manovra». E ancora «Votare la manovra? Una delle sofferenze più grandi della mia vita». Per questo – spiegava ai propri lettori il sito dell’Unità, quotidiano fondato da Antonio Gramsci - si è dimessa la deputata Codurelli, per 30 anni operaia in fabbrica. Era il 23 dicembre scorso.
Già, Lucia Codurelli, deputata Pd, classe 1950, licenza media, operaia in pensione, membro dell’XI commissione parlamentare (Lavoro Pubblico e Privato): è lei che, dopo aver votato a favore (turandosi il naso per disciplina di partito) della manovra economica di Mario Monti, aveva annunciato la lettera di dimissioni dal seggio al presidente della Camera Gianfranco Fini. ‘Annunciato’… perché poi la deputata-operaia ci ha ripensato e, sempre all’Unità, ha spiegato di aver comunicato il proprio ripensamento al segretario del partito Pier Luigi Bersani, accettando le sollecitazioni a non ritirarsi venute non solo dai dirigenti del Pd ma "soprattutto dalla nostra gente in enorme sofferenza e dai lavoratori in disagio drammatico" da lei incontrati. "La gente - ha sottolineato la deputata - ci chiede di fare di più. Vive un atteggiamento ambivalente, lo stesso che provo io e tanti altri colleghi. Quasi tutti sono consapevoli che Monti ha comunque fatto cambiare aria al Paese. Ma le aspettative erano alte. E grande è la delusione". Una donna delusa la Codurelli, così delusa che non solo ripensa alle sue dimissioni ma si dichiara intenzionata a "dare battaglie contro iniquità e ingiustizie" dello stesso governo dei Professori che il suo partito sostiene. Insomma, lo stereotipo del deputato moderno.
Twitter @perriconeg