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di Gianluca Perricone
Padri separati, domani manifestazione a Roma
post pubblicato in Diario, il 14 maggio 2013


Obiettivo: quello di riuscire a scardinare un sistema basato sulle complicità che ruotano tra assistenti sociali, tribunali, avvocati e case famiglia, dove sono incentrati forti interessi economici che vengono gestiti sulla pelle dei figli. E’ anche per questo chedomani mattina, mercoledì 15 maggio, si terrà a Roma (Via Lepanto, angolo viale Giulio Cesare nei pressi del tribunale Civile) una manifestazione per sensibilizzare l’opinione pubblica (e non solo) sulla mancata applicazione della legge 54/2006 sull’affido condiviso. Alcuni padri separati – insieme ad esponenti di Fratelli d’Italia (partito che si è dimostrato particolarmente sensibile alla tematica dei genitori separati) – hanno così deciso di rendere nota una situazione non più sostenibile: «Il sistema – dicono gli organizzatori e, tra loro, Giampaolo Bosi ed Elvia Ficarra candidati per FdI al Comune di Roma - deve cambiare:non è più accettabile vedere padri che vanno a mangiare alla Caritas o peggio ancora bambini rinchiusi in casa famiglia per punire i genitori che non si mettono d'accordo. I figli sono il bene più prezioso e noi dobbiamo abbiamo il dovere di proteggerli».

I candidati di Fratelli d’Italia in Comune di Roma partono da quattro proposte fondamentali: istituzione di una commissione consiliare permanente sull’operato dei servizi sociali con pieni poteri di intervento in tutti i casi segnalati dagli utenti; piena accesso per i genitori separati alle liste per l’assegnazione delle case popolari; interventi immediati a favore di chi si trova senza lavoro a seguito di una separazione; istituzione di un Garante della bigenitorialità con competenze autonome autonome e deliberanti in merito ai procedimenti amministrativi e giuridici in cui e’ coinvolta la pubblica amministrazione nei rapporti tra famiglia e / o singolo minore.





permalink | inviato da Perry il 14/5/2013 alle 13:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Una riforma della giustizia per tutti
post pubblicato in Diario, il 14 maggio 2013



Quando nel programma del cosiddetto "nuovo che avanza" (che poi sarebbero quelli che si presentano in Parlamento muniti di apriscatole) si legge testualmente "Non eleggibilita` a cariche pubbliche per i cittadini condannati", evidentemente c'é proprio qualcosa che non va, una forma mentis cosi deformata da non essere in grado di recepire che, per la vigente normativa, un soggetto è colpevole solo al termine del terzo grado di giudizio. Così come scritto quel punto di programma pentastellato, invece, sembra quasi che basterebbe una condanna in primo grado per definire 'non eleggibile' un qualsiasi soggetto. Oramai siamo al giustizialismo più accanito che porta certi elementi ad esprimere determinati concetti solo ed esclusivamente in funzione-Berlusconi.
Chi scrive non è convinto né dalle manifestazioni di piazza contro i giudici, né dalle occupazioni simboliche degli ingressi dei tribunali. Altrettanto, però, è innegabile che tutti siamo consapevoli che questa giustizia ('g' rigorosamente minuscola) deve essere rinnovata, modificata, resa più credibile: e il Cav. non c'entra. Anzi, chi si aggrappa alla figura del leader del Pdl ed alle sue vicende processuali per respingere ogni tentativo di rinnovamento, dimostra di essere semplicemente in malafede. Perché, se gli 'anti-riforma della giustizia' provassero a togliersi per un attimo dalla zucca il preconcetto che ogni cosa sul tema venga proposta per fare un piacere a Berlusconi e provassero invece a riflettere che  un qualsiasi cittadino che si dovesse imbattere nella nostrana giustizia potrebbe essere interessato all'esistenza  di un processo con un reale equilibrio tra accusa e difesa , di non venire rinchiuso in gattabuia prima di essere giudicato definitivamente colpevole, di avere la certezza che il magistrato che lo sta giudicando può pagare in caso di errore, di non andare a finire (se condannato in via definitiva) in una sovraffollata topaia definita carcere, piena di gente che attende di sapere se il togato di turno riconosce o meno la sua innocenza. Ci sembra una scelta giusta nonchè necessaria, a prescindere dalle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi.


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permalink | inviato da Perry il 14/5/2013 alle 10:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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