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di Gianluca Perricone
Il Legno Storto a rischio chiusura-Intervista a Marco Cavallotti
post pubblicato in Diario, il 13 luglio 2010


Marco Cavallotti è uno dei padri della testata giornalistica on line Il Legno Storto. Lo abbiamo voluto intervistare perché la sua “creatura” rischia la chiusura in quanto, nelle ultime settimane, ha ricevuto ben tre denunce presentate da due magistrati - il dottor Luigi Palamara (minacce) ed il dottor Pier Camillo Davigo (diffamazione a mezzo stampa) – e dal sindaco di Montalto di Castro, Salvatore Carai del Partito Democratico, (sempre per diffamazione).

Insieme ad Antonio Passaniti, Cavallotti è autore della lettera (che abbiamo pubblicato giovedì scorso) con la quale viene lanciato un vero e proprio grido di allarme affinché Il Legno Storto non sia costretto a chiudere i battenti a causa delle tre querele.

 

 

 

Cavallotti quanti euro di risarcimento vi sono stati chiesti?

«È strano, ma mentre il dr. Palamara, che ravvede minacce nell’articolo che lo riguarda e il sindaco Pd di Montalto di Castro non avanzano richieste di denaro, agendo sul piano penale, il dr. Davigo ci chiede un risarcimento di 100.000 € in sede civile. E lo strano è che questo risarcimento dovrebbe essere corrisposto senza che sul piano penale si sia previamente accertato alcunché».

 

Come potrebbe, una testata indipendente come la vostra, sostenere una spesa di questo genere?

«È ovviamente impossibile che si possano mettere insieme 100.000 €: il giornale vive con il nostro lavoro volontario e con i contributi altrettanti volontari di alcuni lettori, che bastano giusto giusto per le spese vive di server, tenuta sito eccetera. Ma non sarebbe nemmeno possibile imbarcarsi in contese giudiziarie con costi di difesa che si prolungherebbero sicuramente per anni… insomma, il destino de Il Legno Storto, se la questione non si risolve ragionevolmente, è quello della chiusura».

 

Leggendo i tre articoli, abbiamo avuto l’impressione che le tre querele costituiscano un po’ una forzatura: è un’impressione sbagliata la nostra?

«La prima querela, per iniziativa del dott. Palamara, ha provocato l'apertura di un'inchiesta, con tanto di interrogatori della Digos, perché questo articolo conterrebbe minacce al noto magistrato. A noi pare che di minacce non si possa proprio parlare, e per questo siamo preoccupati.

La seconda, provenendo dal dr. Davigo, chiede un risarcimento di € 100.000 (centomila euro) a un giornale di opinione che vive sul lavoro volontario di alcuni amici. Come ho accennato, stupisce un non-giurista come me il fatto che la richiesta sia avanzata in sede civile, senza che l'eventuale reato – penale – sia mai stato discusso e confermato da una sentenza definitiva, e senza che l'autore dell'articolo venga chiamato in causa. E siamo ancor più preoccupati.

La terza, conseguente da una querela del sindaco Pd di Montalto di Castro, fa riferimento a quanto è risultato su tutti i giornali dell'epoca, quando si disse e si confermò che il Comune aveva messo a disposizione il denaro per la difesa di un gruppetto di giovani violentatori. Lo hanno scritto tutti, e tutti hanno esecrato il comportamento non certo femminista di quella amministrazione: ma pare che Il Legno Storto non possa farlo senza incorrere nelle ire e nelle maglie della giustizia. E siamo ancor più preoccupati».

 

Come mai, a suo parere, seguendo una procedura sui generis, non sono stati querelati anche gli autori degli scritti?

«Appunto, questo è avvenuto solo da parte del sindaco Pd di Montalto di Castro. Nessuno dei due magistrati ha ritenuto di dover coinvolgere, come normalmente avviene, anche gli autori dei due pezzi. Il che appare davvero strano…».

 

Cavallotti, nel caso che vi riguarda, i tempi della giustizia (notoriamente non proprio tempestivi) sono piuttosto rapidi: un’altra casualità?

«Che cosa vuole che le dica, i tempi della giustizia sono imperscrutabili. Ma certo finché la discussione di cause come queste si svolge necessariamente di fronte a un collega del denunciante, è difficile che ci presentiamo davanti al giudice con la speranza di trovarci… a Berlino».

 

Nell’appello che lei a scritto “a quattro mani” con Passaniti, tra l’altro si legge che siete consapevoli che se Il Legno Storto “fosse schierato sul fronte delle sinistre, a questo punto, davanti ad un episodio analogo, sarebbe già partita una crociata in nostra difesa, a sostegno della libertà di stampa e di opinione. L'Ordine dei Giornalisti farebbe fuoco e fiamme, il Sindacato minaccerebbe sfracelli. Ma noi non apparteniamo a questo schieramento, e dobbiamo aspettarci che in nostra difesa insorgano, forse, solo i nostri lettori, e qualche singolo amico e compagno di avventura”: un’accusa piuttosto dura…

«Verissimo, ahimè. Così è stato, esattamente come previsto. Mentre la solidarietà delle testate vicine alla nostra si è manifestata totale e incondizionata, perché tutti sono coscienti che questo è il vero pericolo in cui possono incorrere le piccole testate, e mentre i lettori hanno iniziato una colletta alla quale hanno partecipato anche persone che mai avevano partecipato attivamente alla vita del giornale, sul piano della politica, anche se abbiamo provveduto, ovviamente, a segnalare il caso, nulla si è mosso. Ora attendiamo una presa di posizione dell'Ordine e del Sindacato, quantomeno… Ma certo un giornale liberale non sembra interessare molto».

 

Cavallotti, in conclusione, come potrebbero risolversi le tre vicende giudiziarie?

«Francamente non lo so. Se dovessi guardare ai testi dei tre articoli, a quello che tante altre testate hanno scritto e riscritto sugli stessi argomenti senza subire attacchi, allo spirito che dovrebbe regolare questioni delicate come queste, che vedono in gioco, certo l'onorabilità di personaggi pubblici che però si pronunciano frequentemente in termini politici, ma anche il sistema delle libertà di opinione e di stampa, dovrei essere ottimista. Dovrei anzi poter andare fiducioso in una banca a chiedere in prestito il denaro per reggere fino alla conclusione positiva dei processi.

Ma con le cose messe in questo modo in Italia, tutto è possibile, e molto dipenderà da come coloro che ci stanno vicino saprà sorreggerci nei prossimi mesi».

 




permalink | inviato da Perry il 13/7/2010 alle 12:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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